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Trekking sul Lago di Como: da Plesio al Rifugio di Menaggio ©

Trekking sul Lago di Como: da Plesio al Rifugio di Menaggio

Il rifugio di Menaggio è la meta, ma è durante il tragitto che si possono scoprire tutte le bellezze segrete dei boschi del lago di Como

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È bastata la compagnia di qualche amico (anche a quattro zampe), uno zaino con all’interno dell’acqua, macchina fotografica, vestiti di ricambio, e la grinta necessaria per raggiungere una vetta non ancora visitata, per trasformare un normalissimo venerdì in una giornata piena di nuove emozioni.

Sveglia al mattino presto, colazione abbondante in vista della giornata piuttosto impegnativa e pronti, partenza, via. La strada tortuosa della Via Regina è incantevole, permette di vedere tutta la bellezza dei borghi lacustri senza la necessità di scendere dall’auto per visitarli, ma questa volta il nostro obbiettivo non era il lago né tanto meno un giretto tra i paesi.

Non essendo una persona particolarmente sportiva ed esperta di trekking, all’inizio devo ammettere che l’ansia e la paura di non farcela non mancavano affatto; ma l’adrenalina di raggiungere i piedi del monte Grona mi dava una carica energetica fuori discussione.

Arrivata a Plesio ho avuto la sensazione di essere stata trasportata magicamente in una località di montagna e proprio da quel paesino è iniziata la nostra caccia al tesoro alle bandiere rosse/bianche segnaletiche del percorso verso il rifugio Menaggio. Dopo aver proseguito per alcuni metri sulla strada asfaltata, abbiamo imboccato un sentiero sterrato e un cartello segnaletico indicava 2 ore dall’arrivo alla nostra meta.

Rifugio Menaggio

Durante il tragitto nel bosco mi sono sentita, per la prima volta nella mia vita, come la protagonista di un’avventura dei fratelli Grimm: ho trovato qua e là delle graziose case di legno che non avevano nulla da invidiare alla “casetta in Canadà” di Martino (quella che Pinco Panco incendiò); prati verdi curati a perfezione e fiori azzurri in ogni dove. Praticamente mancavano solo i tre porcellini, Biancaneve ed Hänsel e Gretel, che purtroppo proprio non sono riuscita a trovare.

Le gambe hanno iniziato a risentire dell’aumentare dell’inclinazione del percorso e guardare i miei compagni di avventura nelle mie stesse condizioni mi alleviava il dolore. La gioia è scoppiata tra noi quando ci siamo fermati per un piccolo break di abbeveramento ad una fontanella d’acqua di sorgente. Fresca al punto giusto da darci le forze di proseguire. È stata l’unica fontana che abbiamo incontrato lungo tutto il tragitto, dopo circa 30 minuti dalla nostra partenza, in un’area di sosta attrezzata con un tavolo e delle panche di legno.

I paesaggi erano sempre più spogli, con meno alberi (per lo più pini) non troppo alti ma i fiorellini selvatici erano sempre più presenti. Sono tornata con la mente nel mondo reale quando dopo più di 50 minuti di camminata, voltandomi ho intravisto il Lago di Como che mi ha ricordato di non essere né in una fiaba né in Canadà, ma a pochi chilometri da casa.

Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che siamo circondati da così tanta bellezza che il più delle volte non ce ne rendiamo nemmeno conto. Sarà probabilmente per tutti i problemi quotidiani al lavoro o a scuola o in famiglia, e solo in situazioni come queste, in cui siamo solamente noi e la natura, ci ricordiamo di vivere in uno dei luoghi più belli del mondo e che in fondo basta davvero poco per vivere dei momenti di felicità come questo.

Faceva sempre più caldo sia per via della fatica, sia perché, ormai, l’alta vegetazione boschiva che prima ci rinfrescava e proteggeva dai raggi del sole ci aveva abbandonato. Gli ultimi 700 metri sono stati i più faticosi e la salita sempre più ripida sino ad aver bisogno di aiutarsi con le mani per proseguire, ma una volta superato questo ostacolo abbiamo trovato un sentiero in piano con davanti a noi una vista mozzafiato su tutto il lago e alle nostre spalle le rocce del monte Grona.

Passeggiata al Rifugio Menaggio

Nonostante la pendenza fosse diminuita, il percorso era diventato un po’ più pericoloso di quanto avessimo previsto: sentiero strettissimo a precipizio sul bosco sottostante e parecchie rocce franate dal sentiero superiore.

Talvolta sembra quasi che la natura sia avara, come se non volesse condividere tutto ciò che ha da offrire con noi e allora fa di tutto per ostacolarci, per impedirci di giungere a lei. Era come se avesse intenzionalmente posizionato quei massi o reso quella stradina talmente piccola per non farci proseguire. Noi, con lo spirito avventuriero tipico dell’uomo, facciamo di tutto per raggiungere i nostri obbiettivi. Anche noi, aiutandoci uno con l’altro, siamo riusciti a superare anche quest’ultimo impedimento naturale e finalmente abbiamo visto in lontananza la struttura in sassi a vista del rifugio.

Dopo 2 ore di scalata, raggiunti i 1383 metri di quota, ci siamo trovati di fronte ad uno scenario davvero stupendo. Da lassù si scorgevano Bellagio, Menaggio, il ramo di Lecco, Lezzeno e Varenna.

Rifugio Menaggio

Abbiamo scoperto che che la struttura del CAI, oltre offrire dei menù basati su piatti tipici locali, permette anche il servizio di pernottamento su prenotazione. Tutte le informazioni della struttura si possono trovare sulla pagina ufficiale del Rifugio Menaggio.
Se si intraprende il sentiero sulla sinistra del rifugio, in altri quindici minuti si raggiunge il punto panoramico di Pizzo Coppa con vista oltre che sul Lago di Como anche su quello di Piano e di Lugano, sullo sfondo oltre al massiccio del Monte Rosa si intravede il Cervino.

La sensazione di avercela fatta è indescrivibile, ne è valsa davvero la pena … e quale modo migliore di festeggiare la nostra vittoria se non con un buon piatto di polenta uncia, formaggio e salumi!
Devo ammettere che ad attenderci alla meta on c’era solo il bellissimo panorama da fotografare ma anche la consapevolezza di poter portare dentro di noi e per sempre tutte quelle emozioni provate lungo il cammino.

Dopo pranzo, e dopo una buona oretta di meritato relax ad alta quota, abbiamo deciso di scendere verso Breglia. Ci sono vari percorsi alternativi e come sempre quando una persona si trova davanti ad un bivio su quale cammino percorrere, la sua scelta (fatalità del caso) non potrà che essere quella sbagliata. Dopo una serie di “sentieri errati” abbiamo trovato finalmente la retta via verso Plesio però ci tengo a precisare di diffidare da coloro che affermano che “le discese sono una passeggiata rispetto alla salita”, perché le cadute sono sempre dietro l’angolo e quindi consiglio di fare sempre molta attenzione.

Se sentite la necessità di staccare per un po’ la spina dal mondo, di dedicare del tempo solo a voi stessi, al vostro corpo e alla vostra anima, di vivere un’esperienza incantevole con la natura e di mettere in gioco la vostra resistenza … allora questo è il percorso di trekking che fa al caso vostro.

Il Rifugio di Menaggio visto dal sentiero che prosegue verso il Monte Grona

Passeggiata al Rifugio Menaggio

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