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Antico Hospitalis di Stabio sede dell’Antiquarium


Il complesso architettonico dell’antico Hospitalis di Stabio è ubicato in posizione strategica lungo l’antica via Regina (attuale via Somalvico) nella frazione di Ospedaletto di Ossuccio, a quota inferiore rispetto alla Statale 340. Comprende la Chiesa di S. Maria Maddalena con il Campanile, il Palazzo padronale, oggi sede della Polizia Municipale di Tremezzina, l’Edificio specialistico oggi sede dell’Antiquarium, il giardino e il muro di cinta che chiude i fronti Nord e Ovest. È accessibile sia dalla Statale, sia dalla passeggiata a lago lungo via Somalvico.

Le strutture architettoniche del complesso pur rimaneggiate e oggetto di alcuni interventi radicali di restauro conservano tuttora interessanti tracce delle diverse fasi. Il palazzo padronale è costituito da un massiccio corpo quadrangolare a due piani con un elegante portale lapideo sul prospetto verso il lago e un portico su pilastri sulla corte interna. L’edificio specialistico è invece composto da un corpo di fabbrica più basso a due piani con un impianto planimetrico ad L. Il fronte verso lago conserva l’intonaco con tracce di decorazione a finti mattoni mentre il prospetto interno presenta una muratura a vista composta da elementi sbozzati in pietra di Moltrasio.

All’interno dell’edificio specialistico grazie ai lavori di recupero promossi nell’ambito dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Magistri Comacini” è stata ricavata la sede dell’Antiquarium che raccoglie interessanti resti archeologici rinvenuti nel corso delle campagne di scavo sull’Isola Comacina. La struttura offre anche il necessario supporto per le visite all’isola e al territorio del centro lago.

Sul lato opposto della corte sotto il portico sono conservate una lapide con l’iscrizione relativa al iuspatronato Giovio, un altorilievo con figure zoomorfe collocato sopra una nicchia dove un tempo era ospitata la statua di Santa Maria Maddalena, e un frammento di sarcofago cristiano.

L’antico Hospitalis di Stabio nasce come struttura dedicata all’accoglienza dei poveri e dei pellegrini ma secondo alcuni il toponimo di Stabio potrebbe indicare l’esistenza anche in tempi più antichi di una stazione di scambio con alloggio per uomini e ricovero per animali.

Le prime notizie risalgono ad un testamento del 1169 nel quale vengono menzionate sia la chiesa di Santa Maria Maddalena sia l’ospedale e i documenti a partire dal XII secolo ricordano il complesso come “Hospitalis de Insula” o “Hospitalis Sanctae Mariae Magdalenae”.

Inizialmente la gestione economica della struttura fu affidata ad un diacono e successivamente ad alcuni membri della famiglia Giovio, il cui ruolo di iuspatronato fu riconosciuto ufficialmente dal Pontefice Alessandro VI con una bolla del 1496.

Una lapide datata 1 ottobre 1506 sottolinea che all’epoca l’ospedale era amministrato da Gabriele Giovio che aveva provveduto ad ampliare l’edificio e a collocarvi una statua di Santa Maria Maddalena. La struttura già all’epoca comprendeva diversi corpi di fabbrica disposti attorno ad una piccola corte: la casa padronale abitata dai Giovio, un edificio specialistico con alcuni ambienti destinati anche alla gestione di attività agricole e la piccola chiesa.

Già nel XVIII secolo il complesso risultava bisognevole di numerose opere di riparazione e restauro ma dai documenti risultano eseguiti nel 1722 solo alcuni lavori sulla chiesa. Dopo la morte dell’ultimo Giovio non fu nominato un nuovo rettore e all’inizio del XX secolo l’Hospitalis fu trasformato in “Opera Pia Giovio.

Dopo aver ospitato diverse funzioni, fra le quali un torchio per le olive oggi collocato nei giardini a lago, il complesso è stato destinato ad attività pubbliche.

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