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Passeggiate in Tremezzina: Da Sala Comacina all’Alpe di Sala ©

Passeggiate in Tremezzina: Da Sala Comacina all’Alpe di Sala

Una passeggiata piuttosto impegnativa ma adatta a tutti che dal borgo di Sala Comacina, passando per Canelva, conduce all'Alpe di Sala e prosegue fino ad un punto panoramico mozzafiato sul Lago di Como.

Tempo necessario: Circa 3 ore e 30 minuti
Fatica richiesta: Medio-alta
Stupore davanti allo spettacolo che vi aspetta: Indescrivibile

Purtroppo, seppur il nostro Lario abbia infinite possibilità di essere osservato dall’alto dei monti che costeggiano le sue acque, i percorsi ed i sentieri per raggiungere questi punti panoramici sono il più delle volte poco o per niente indicati.
È per questo motivo che oggi mi sento in dovere di condividere con voi, che non vi accontentate mai dei classici tour, amanti del trekking e delle passeggiate, un itinerario alternativo alla gita lungo la Greenway del Lago di Como (ormai diventata un MUST per chi entra per le prime volte in terra Tremezzina).

Mi riferisco ad un sentiero piuttosto faticoso ma di incredibile fascino: il percorso che dal borgo di Sala Comacina conduce all’Alpe di Sala.
Il punto di partenza di questo tragitto è San Rocco a Sala Comacina, una piccola cappella lungo il Viale degli Ulivi (la via in cui potete comodamente parcheggiare l’auto), dove troverete l’unico cartello che segnala l’indicazione verso Canelva e Alpe di Sala. Ci tengo a precisare che già in questo punto la visuale sull’Isola Comacina non è per niente male.
Seguiamo le indicazioni per l’Alpe/Canelva e da qui ci dirigiamo verso Colonno, saliamo quindi nel percorso Greenway ma dopo pochi metri, ancora prima del cimitero, imbocchiamo la prima stradina che sale sulla destra, ci allontaniamo così dal paese ed iniziamo a salire.
Dopo una decina di minuti troviamo delle cascine sulla sinistra, solitamente abitate da veri locals al 100% disponibili a darvi informazioni, ci troviamo così in località Oseno e qui si diramano delle vie alternative ma noi continuiamo a salire lungo la nostra mulattiera.
Dopo pochi metri un grazioso agriturismo, ed a seguire una cascinella dalla porta rosa; proseguiamo ancora per qualche metro e poi giungiamo ad un bivio in località Loi: proseguendo sempre diritto, in direzione Ossuccio si raggiunge la Torre del Soccorso o Torre del Barbarossa, mentre salendo sulla sinistra ci dirigiamo verso la nostra destinazione.
Svoltiamo quindi a sinistra e continuiamo a salire..la salita si fa sempre più ripida e affrontiamo diversi tornanti, senza più una visuale sul lago per via dei numerosi alberi.

Incrociamo lunga la nostra via un’ultima casa, molto curata e con un insegna in legno davanti all’entrata, proseguiamo sempre in salita e la fatica inizia a farsi sentire.. respiriamo per qualche minuto in un tratto pianeggiante costeggiato da un enorme sasso liscio che si stende in lunghezza.
Questo sasso tenetelo ben in mente perchè tra pochi metri finalmente avrete la prima piacevole visuale sul lago, una prima soddisfazione dopo più di 40 minuti di cammino.
Finalmente in questo punto gli alberi si aprono un po’ per poterci far ammirare la bellezza di questo stupendo paesaggio, che in ogni sua angolazione ci lascia sempre a bocca aperta.

Dietro la questa curva panoramica vi è una piccola distesa con una cappella gialla in cui in autunno e inverno per via della scarsa presenza di vegetazione è facilmente visibile la nostra ormai cara Isola Comacina, il Balbianello e la punta di Bellagio.

Ripreso il fiato riprendiamo la salita, lasciandoci sulla destra la cappella, ed entriamo in una piccola e quasi sconosciuta località chiamata Proch con alcune case abbandonate e distrutte di cui rimangono solo le porte di ingresso.
Solitamente qui in un cascinello risiede Pierino, conosciuto da tutti in paese per i formaggi, con il suo asinello.
Difficilmente al giorno d’oggi capita di conoscere persone che vivono ancora in cascine di montagna, senza tutti i normali comfort delle nostre abitazioni in città o pease, eppure in queste zone è facile trovare questi veri e puri abitanti.. e se vi dovesse mai capitare l’occasione non siate timidi o non fatevi spaventare dall’aria un po’ strana di questi signori o signore; chiedete pure informazioni o scambiate due chiacchere e se sarete fortunati riuscirete a scoprire tante curiosità della zona oltre che ad assaggiare i loro prodotti 100% made in Lake Como.

Ma torniamo a noi e dopo queste cascine proseguiamo lungo la curva che va verso destra e raggiungiamo un altra visuale sul nostro lago ma eccoci ad un altro bivio.
Questa volta si tratta di scegliere tra un sentiero piuttosto battuto che prosegue diritto/ verso Ossuccio e un altro sentiero poco visibile che taglia sulla sinistra. Tra i due seguiamo quello all’apparenza meno invitante che sta sulla sinistra e proseguiamo incontrando altre cascine, questa volta potrebbero farci compagnia anche delle pecore dei pastori della zona.

Ci troviamo sugli 800 m s.l.m e stiamo camminando da quasi due ore (a seconda del passo) ma ciò che ci da la grinta di proseguire sono i prati e il senso di pace che questo luogo quasi incantato ci trasmette. Siamo completamente isolati da tutto ciò che normalmente ci circonda come le auto, i negozi, le strade, la folla e caos della città. L’unico rumore che percepiamo è il cinguettio di qualche uccellino, il veloce scappare delle lucertole o il fruscio delle foglie generato dal vento.

Superiamo ancora delle cascine, proseguiamo su una salita che svolta a sinistra..ma se fin qui sembra già di essere in una sorta di mondo parallelo, una volta arrivati a Canelva il nostro stupore non ci permette di descrivere al meglio ciò che abbiamo davanti agli occhi.

Una leggera salita che si dirige verso questo insolito, sperduto e tranquillissimo paese ci lascia alle spalle un panorama incredibile: una enorme distesa di prati, con mucche, capre o semplicemente erba.. che ai nostri occhi finisce solo perchè oltre di essa si vede l’azzurro del Lago.

Arrivati a Canelva, paese che davvero ti rimane nel cuore per la sua semplicità che non è altro che pura bellezza, capiamo quindi che ci manca poco alla nostra destinazione finale e che gran parte del percorso è stato compiuto.

Soddisfatti da questo primo grande traguardo proseguiamo lungo la mulattiera che, superato il paese, inizia a salire con una serie di tornanti. Spesso in questo tratto di sentiero si incontrano altre capre ed animali con i quali i pastori della zona producono i rinomati formaggini o furmagit de cavra.
Con l’acquolina in bocca dopo gli ultimi 15 minuti di salita arriviamo finalmente in prossimità di un cartello che ci indica l’Alpe di Sala.

Ci troviamo così a 1240 m s.l.m. in un luogo esposto a sud, riparato dal vento, che gode di una temperatura mite di inverno e un clima fresco d’estate; in questo agriturismo possiamo decidere di fermarci per pranzo ed assaggiare i prodotti tipici della zona come un buon piatto di polenta accompagnato dal vino merlot prodotto dall’azienda.
Proprio in prossimità del cartello che indica l’agriturismo, è facile farsi attirare dal cartello che indica “Punto Panoramico a 10 minuti”.
Come bambini attratti dalle caramelle, ci facciamo cadere in questa piacevole trappola per amanti delle breathtaking views.. nonostante le gambe chiedano pietà continuiamo la salita che confina sul lato sinisto con il bosco e davvero in 10 minuti arriviamo a questo punto panoramico sul Lago di Como.

Riusciamo a vedere Bellagio, tutta la sponda del Lago di Como opposta alla nostra amata Tremezzina, Brienno… insomma una visuale da lasciare senza parole anche una tremezzina come me.

Oserei descriverlo come un vero e proprio angolo di pace, perfetto per una sosta in pura tranquillità, per il relax vero e proprio, per stendersi a prendere un po’ di quel sole che in inverno ed in primavera ti scalda le ossa e ti dona un senso di energia.

Per chi non si accontenta nemmeno di un sentiero come questo, posso suggerire di proseguire da questo punto fino al raggiungimento della Via dei Monti Lariani: si tratta di un itineriario, ideato dal CAI di Como, complessivamente di 125km che da Cernobbio termina a Sorico ma che per comodità viene suddiviso in diverse sezioni. Dall’Alpe di Sala si può incrociare la sezione due per lungo percorso, cioè quella che da San Fedele Intelvi prosegue fino a Menaggio.


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