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Tra Jazz e Nuove Musiche

Tra Jazz e Nuove Musiche

“Tra Jazz e nuove musiche” è il tema della seconda serata del Tremezzina Music Festival, in programma per giovedì 17 agosto al Parco Teresio Olivelli di Tremezzo a partire dalle ore 21:00.

Il trombonista Filippo Vignato, vincitore del Top Jazz 2016 come miglior nuovo talento, si presenta con il suo trio internazionale in apertura a due poliedrici e straordinari musicisti, Antonello Salis e Baba Sissoko, insieme per un concerto senza barriere nel quale ritmi tradizionali afroamericani e improvvisazione jazz si fondono generando un’esplosione di pura energia creativa.

In caso di pioggia l’evento si terrà presso il Cinema-Teatro Teresio Olivelli, a pochi passi dal Parco Teresio Olivelli (Località Tremezzo)

Programma

Ore 21:00 – Filippo Vignato Trio

Un mix di jazz, libera improvvisazione, musica contemporanea e musica etnica. Nato a Parigi nel novembre 2014, il trio del trombonista italiano Filippo Vignato, del pianista francese Yannick Lestra e del batterista ungherese Attila Gyarfas, presenta un universo sonoro dove le dimensioni acustica ed elettrica si fondono e si sovrappongono, dove la sensibilità improvvisativa dei tre ridefinisce in tempo reale la narrazione musicale, mai uguale a se stessa ed in continuo divenire. Spingendosi di continuo verso l’inaspettato e l’imprevedibile, agiscono collettivamente in un disinvolto dialogo tra jazz contemporaneo, rock e improvvisazione radicale. Nel settembre 2016 è stato pubblicato il primo album del trio, che è anche il primo di Vignato a proprio nome, dal titolo ‘Plastic Breath’.

Ore 22:30 – Duo Antonello Salis & Baba Sissoko. Un incontro che da vita ad un concerto “senza reti”

Inedito, tellurico incontro fra due effervescenti rappresentanti della scena jazz internazionale, insieme per un concerto senza barriere nel quale ritmi tradizionali africani e improvvisazione jazz si fondono generando una vera e propria esplosione di pura energia creativa. Baba Sissoko, africano del Mali, è discendente da una grande famiglia di Griot, figure erranti che tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locale. Inizia la sua carriera suonando il Tamani (tamburo parlante), accompagnando il nonno nei suoi viaggi. Il suo stile è estremamente peculiare: alle melodie e ai ritmi propri della tradizione africana, unisce sonorità delle musiche nere occidentali come il jazz e il blues, reinterpretandole in una chiave personalissima. Sissoko divide questo progetto con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, in un incontro nel quale ciascuno dei due artisti cerca di riallacciare i legami con le radici della musica afroamericana, riattivando una serie di cortocircuiti storico musicali. La presenza di Salis porta in dote un contributo fondamentale, dal momento che il pianista sardo è per molti versi il più “fisico” ed “africano” dei jazzisti italiani e sa muoversi con eccezionale maestria attraverso ogni forma di contaminazione musicale sui sentieri delle improvvisazioni più ardite.


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